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L'ultimo e-book della Mazzucato

 
Si intitola 'Corporeità dell'oggi'. È una ricerca sul linguaggio dell'eros contemporaneo. Scaricabile online. Una lunga poesia di Francesca
 
   

     
22 aprile 2005
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di
Francesca
Mazzucato
   
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Si notre corps connait le plaisir, il subit aussi la douleur

la reazione inerme e sperduta
reazione venduta come puttana
o scatola di catrame
venduta come ciarpame
spazzatura ammucchiata,
distrattamente rovesciata
sulla strada deserta
reazione specchio delle mie brame
fottuto corpo incontrollato
bastardo e avvilito
nelle viscere toccato
hai smesso di collezionare controvoglia
ipotesi sulla sua vita,
su quella vita compresa in una storia,
da un punto all'altro una linea retta,
passione maledetta che un giorno disse forse,
che un altro
rincorse
verso un invisibile reso possibile
da fantasia malata da fantasia estatica e storpiata
dannato corpo stordito
ti sei sdraiato
a occhi chiusi
avresti voluto fare
una cosa sola
urlare
bere e scopare
come una volta
con lui
dannato corpo ferito
non stoppi le lacrime,
non basta un dito
hai bisogno di aiuto
dolore più forte
parole sofferte
una storta, una dritta
un attacco di panico
un collocamento tremolante nel pensiero distante
nel sembiante,
fottuto corpo alla ricerca
della merda che si nasconde
dello splendore che si rivela
ora finalmente si svela
si abbelliscono le stanze
e quello che gli avevi appiccicato addosso
si rivela vero falso a metà
si rivela un po' la realtà
e quella fantasia che vuol essere autolesionismo e anestesia
femmina fantasia
che non dimentichi notti bruciate
mai veramente sfamate ora sai

volevi
che sapessi
volevi
che si dicesse in giro
l'hai fatto
l'ho saputo
volevi
che il tuo odore dannato
anima sesso mani nuca spalle occhi
volevi
che il tuo desiderio spolpato
anima sesso mani nuca spalle occhi
arrivasse a parlarmi
risuonasse consunto ma presente
è successo
e il dolore
è stato inaspettato
Inaspettato?
Non mentire
Apri l'involucro
Non vanificare la forza di una nudità
di scrittura che poi arriva alla realtà
piegati e toccati
pensalo e leccati
dolore come fitta come coltello come lancia come frustata
dolore senza lenimento
anima malata
dolore
tutto fisico
un nuovo amore
una giovane rumena
una donna-bambina
pimpante vivace attraente capace
diciassette anni
al gay pride con uno scopo
scopare un frocio
parole sue che io non userei
lo sai
parole sue
scopare un frocio
Neanche sperduta o smarrita
determinata
L'hai trovata
al gay pride a ballare
col tuo amico che si veste da donna
per campare
per potersi svegliare
per continuare a dare un non senso
all'esistere
allo scompenso
alla sua poesia
a quegli occhi amen, cosi sia, non andare via
(occhi che supplicano tramandando amore
sconosciuto amore mai più ritrovato
occhi che supplicano non lasciarmi in questo stato)
un senso
all'andare (a perdifiato anche in fretta anche se la sosta ti alletta)
un senso
allo scopare con chiunque
preferibilmente a pagamento
preferibilmente sentendoti dire
sei un portento
niente da eccepire
dopo ha ballato con te
e sarà stato stordimento
la reazione inerme e sperduta
tutta fisica
dalla testa non voluta
rifiutata vomitata
fatemela sputare
diritto di amare e amare ancora
a verona per andarla a trovare
lei a bologna
la ragazza-bambina
la giovane rumena
che spero potrai amare
io troia ti sussurro questo
lo sussurro e lo penso
lo auguro in un nonsenso
di rima e di finto consenso di dolore e di asprezza
amarla
con minor freddezza
di quella astanteria di ospedale
di quel nichilismo senza soluzione
di quell'approfittare
che l'anarchia era una assoluzione
una falsa spiegazione
un parassitismo senza alcuna ragione.
ti darei uno schiaffo
fisica anche la reazione
ti vorrei davanti e ho solo il deserto
ti vorrei scoperto e inerme come non sai essere,
come non sai drogare
chi ti vuole ascoltare(vino da bere, popper da inalare
l'effetto infine è uguale)
Sangue
sangue per finta
e per corteggiamento del reale
apparizione banale
informazione uguale, un nuovo amore va bene,
anzi può andare

mi nutro dell'anima
assaporo il tuo senso di sicuro
inebriante
sconcertante
sentimento nascente
assaporo
con il corpo ma non solo
la ferita nella carne
si rinnova ma non voglio mi oppongo reagisco
la ferita
mi ferisco
pensandoci e pensandoci ancora
alla ragazza - bambina
dodici anni di meno
molto carina
al gay pride
ovunque tu la porterai
e sono certa che non sarà lontano
basterà bere qualcosa
bere con te bere piano
la reazione inerme e sperduta
il corpo piega il suo vomito e lo sputa
il corpo spogliato
da quel ricordo
da quell'amore troppo raccontato
il sipario è ancora spalancato
ma ci sono stati altri corpi
anche per me
con in testa un paragone forse rimosso
forse ingigantito, legato, tripartito
dipendenza? malattia sviluppata nell'assenza?
il solito dolore che traccia il solco
mi mordo
per non provare dolore
mi mordo
per concentrarmi sul segno dei denti
mi mordo
per sanguinare questo
e tutti gli scontenti
e tutti i mari in tempesta
quelli di tutti i tempi
e le giornate scure
e le vetrate dalle persiane abbassate
quando la malinconia mi ha tirato i capelli
che dicevi sempre son belli
una donna-bambina da amare per un tempo
un tempo frattempo breve come un volo
un amore sempre solo
o una storia di anime davvero affini
a verona corpi vicini
a verona fra minuetti e inchini
di turisti affamati
di panorami e balconi
a verona tu e lei
a verona per mano, ti vedo
ti chiamo
la voce è silenzio agghiacciante
la voce è strozzata e sembiante
a verona ci sei e ti vivi
un amore sempre randagio
un amore più adagio
di quello letterario e romanzato
di quello mio un amore inventato
mi piego e sputo,
il corpo duole
lo strappo goccia sangue nero
non si è cicatrizzato
a questo sei destinato
a procurarmi le ferite a sfondamento
a fare questo sei stato e sarai portento
il tuo pene a godere
dentro la donna-bambina
la ragazza piccina
parola a stento
gay pride a rilento
sessualità caleidoscopi
i tuoi scopi
tu che scopi
il tuo godere con lo sguardo sghembo
adagio cicatrizzo a rilento
il bambino del sottoscala
pieno come guscio
di sbattimenti d'uscio
di sussurri e fruscii
si è arrestato un istante
è rimasto distante
nella zona dei pii
in quella dei puri di stoltezze inconsapevoli
nella zona dei deboli a sfruttare
che di solito deve sempre stare
celata
nascosta
fra reduci in sosta e avanzi di luci di natale
lampeggiano
voglio aprire la porta e farti uscire
lasciarmi stordire partire patire
voglio aprire la porta e farmi uscire
dal corpo per una porta piccola
per una storta presa al saltello
un piede su un numero l'altro su quello
bambina pellechiara bambina fronteamara
è sparita la ghiaia del giardino
non è rimasto nessun bambino
tranne il tuo corpo da suturare
corpo bambino ridicolo e piccino
devo vomitare lo scempio della mia nostalgia
devo permettere al dolore di alzarsi e andare via
ma dolore per quale ragione?
la cicatrice ha i punti malmessi
dati a occhi chiusi senza disinfettare
la cicatrice fa male
ogni cosa sorge da una condizione
e come tutto è destinata a cessare
un amore nessun amore è uguale
non mi aggrappo a nessun odio
a nessuna maldestra sensazione
di disagio o di paura o di delazione reazione di corpo piegato sformato sfiancato, la cicatrice su una
porzione
di corpo dolorante
in un amore costante
inventato.

Si notre corps connait le plaisir, il subit aussi la douleur

È on line il mio nuovo e-book scaricabile gratuitamente in vari formati qui. Si intitola: Corporeità dell'oggi: fra arti visive, merci e letteratura i fondamenti di una scrittura erotica del contemporaneo.
È un lavoro durato molto tempo. Un lavoro che mi ha appassionato. Ho iniziato a studiare come poteva e doveva rinnovarsi, nell'oggi, il linguaggio dell'erotismo, che racconta i corpi, di cui questa prosa poetica è un esempio. Si tratta di un testo che si presenta sotto varie forme, come un corpo forse, come i corpi. C'è una parte saggistica, con citazioni varie dal web, dai blog, da libri e testi specifici.

E poi c'è una parte narrativa con alcune contaminazioni, alcune narrazioni e una specie di conclusione. Solo una specie. È volutamente materiale fluido, malleabile, un tracciato. Il tracciato di una direzione possibile del linguaggio erotico che racconti un futuro già profondamente presente nei nostri occhi, nel nostro sentire, nelle nostre produzioni.

Il resto è in consegna a chi vorrà modificare, aggiungere, deviare, continuare su strade parallele, su sopraelevate, su sterrate, da qualsiasi punto di vista, con qualsiasi rifrazione il discorso che ho cercato di impostare.
 
 
 
 
 
 
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