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Spettacoli

Un genovese a Bulldozer

 
Musicista e showman comico. Ecco le due anime di Andrea Di Marco. Che dai Cavalli Marci č sbarcato in tv. Senza scordare la sua cittą
 
   

     
6 aprile 2005
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di
Laura
Calevo
   
Andrea Di Marco
Lo raggiungo al telefono. È in macchina che sta andando a pranzo dai suoi. Un po' di casino di sottofondo ma l'intervista riesce benissimo. Poche battute e il ghiaccio si scioglie: Andrea Di Marco, showman e musicista comico, vuota il sacco. Componente dei Cavalli Marci è arrivato alle tv e radio nazionali, partecipando a trasmissioni note al grande pubblico come Ciro, Serenate e Palcoscenico.

Ti senti più musicista o attore?
È una domanda che mi faccio sempre anch'io. Il fatto è che sono entrambe componenti necessarie. Non sono tipo da orchestra perché se faccio solo musica mi viene voglia di salire sul palco a dire qualcosa. D'altra parte, quando parlo e basta, mi viene voglia di accompagnarmi con la musica.

Quando studiavi tromba ti aspettavi che la tua vita avrebbe preso questa piega?
Assolutamente no. Tutto è cominciato per caso con una serata al Nessundorma. Rufus Nocera e gli altri "futuri ******<lcont="www.cab41.it/ArtistiCab/AndreaDiMarco.htm|Cavalli Marci">******" avevano ideato uno spettacolo di Cabaret che fondesse musica e comicità. Da qui è nato un gruppo di lavoro che è durato negli anni: molti hanno poi lasciato, io sono rimasto fino alla fine.

Dalla musica alle gag. Poi sei approdato in tv. Su cosa punta la tua comicità?
Ti dico qual è il mio sogno: voglio che i miei personaggi facciano ridere e, allo stesso tempo, facciano intravedere un mondo con dei valori, trasmettano qualcosa di profondo alla gente. C'è una comicità funzionale alla risata fine a se stessa, ma esiste anche una comicità che va oltre, che ha come sfondo una dimensione sociale, che ti parla dell'ambiente che i personaggi abitano. A questo sono arrivati attori come Troisi o Totò, dei mostri sacri insomma. Io sono solo uno gnomo in confronto, ma comunque ci provo, quello è l'obiettivo che mi prefiggo.

Parlami del tuo ultimo personaggio di Bulldozer
È un ragazzo che vende servizi per telefono, una parodia della verità totalmente surreale. La Panicucci risponde al telefono, lo schermo si sdoppia e dall'altra parte ci sono io che magari propongo un servizio you&you per parlare da soli o assurdità del genere. È una gag che funziona, che piace.

Molti ex componenti dei Cavalli Marci sono diventati comici famosi. Come la spieghi una così forte presenza di genovesi nel mondo del Cabaret?
Userò le parole di Rufus: "quando le cose vanno male Genova sforna cantautori, quando le cose vanno bene, sforna comici". Genova è la città dove vivo e dove voglio restare. È un po' come Napoli, piena di contraddizioni e contrasti, sia sociali che ambientali: mare, monti, multietnicità, tutte caratteristiche forti a ben pensarci. E poi abbiamo un senso innato dell'ironia e un modo tutto particolare di esprimerci per metafore anziché per concetti freddi e definiti. Il mio cuore è qui.

Progetti futuri?
Il primo è in campo musicale: con la mia band di swing vorrei prendere alcune canzoni italiane degli ultimi vent'anni e riarrangiarle in stile anni '40, magari traducendole in inglese. Per quanto riguarda il Cabaret sto vivendo un'esperienza straordinaria qui a Genova, con il Comedy Club. Ti assicuro che questa squadra non ha nulla da invidiare a Colorado Cafè o a Bulldozer: c'è una comicità dirompente, idee forti, uno scambio di spunti prolificissimo. Abbiamo pochi mezzi ma tantissimo cuore, le idee sono il nostro patrimonio. Ci vediamo il venerdì sera per scrivere tutti insieme ed è una continua battuta, una cosa veramente clamorosa, un talk show live comico con forme innovative. Continuiamo tutte le domeniche sera, alle ore 21, al Fronte del Porto, fino al primo maggio (info: tel. 3381707088). Venite.

Nella foto: Andrea Di Marco
 
 
 
 
 
 
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