Taggia, quarto comune della provincia di Imperia, sìto in questo estremo lembo del Ponente etc., la sera di un inizio di aprile a caso, per esempio di quest'anno, può sembrare un tristo paese d'ottobre. Ma siccome questo estremo etc. è onusto di gloria, vitalità e risorse, bastano il centro storico più importante da Genova fino al Var (quello di Taggia, appunto), un ristorantino
cool e uno
chansonnier d'une autre géneration per trasformare la serata in un evento da segnarsi nell'albo d'oro.
I miei abituali lettori sanno che questi réportage zuzzurelloni concessi dalla magnifica direttrice di
www.mentelocale.it vanno tutti, quale prima quale dopo, a finire sul cibo; e allora partiamo da lì. Al Germinal, il ristorantino cool di cui sopra e di cui mentelocale già si è occupato (
clicca qui), si mangia
cool (e fin qua, forse, si era capito), ma più che altro c'è roba buona, locale, leggera e originale. Alzi la mano, per esempio, chi conosce le lasagne alla cernia - il preside Antonio Silva, imprescindibile presentatore della rassegna Tenco
www.clubtenco.org è diffidato dal farlo. I vini sono ottimi e il servizio è garantito da due fanciulle a diverso titolo incantevoli: Enrica, la sinuosa, e Roberta, che è identica a una celebre gentildonna del Pollaiolo (qui:
www.storiadellarte.com). La cucina è terra di Danilo, lo Squalo, cuoco apodittico, maestro di saggezza in pillole, epigrammista colto e
chef d'altri tempi.
Il protagonista assoluto è però lo
chansonnier. Non si può chiamarlo in altro modo, perché quello è Giorgio Conte. Un nipotino di Maurice Chevalier e più di Charles Trenet, fedelissimo tenchiano, fratello del più celebre Paolo e come lui avvocato (sebbene, pare, non più iscritto all'albo: ma spara brocardi meglio che Montanelli, nel senso di Sestilio, padre del più celebre Indro, dottissimo nello iure e in francese: e qui la somiglianza con Giorgio Conte si fa sbalorditiva). Con lui, il figlio Tommaso, prodigioso chitarrista djangoreinhardtiano e Francesco Baucia, svelto contrabbassista più alto del suo contrabbasso. Tutt'insieme, un set di un'oretta e un quarto circa, il pubblico che conosce tutte le canzoni e ogni canzone è lo spunto per un minimonologo improvvisato dall'avvocato
entertainer.
Quando in tivù si accorgeranno di lui, non ce ne sarà più per nessuno. Intanto, ora se ne va prima a Parigi (domani), poi si fa una diecina di concerti in Olanda e a fine mese torna a Dolceacqua, così me lo torno a vedere per voialtri. L'ultimo disco di Conte si chiama
La belle vie, è uscito in Francia, contiene le canzoni del precedente
Il contastorie (senza però il libretto di racconti dell'edizione italiane) più altre, spettacolari canzoni in francese. Fatevi un piacere: ascoltate i concerti e comprate i dischi di questo avvocato, che non è l'ultimo fra i pensatori del Terzo Millennio.
Giovanni Choukadarian
Nella foto: Giorgio Conte