Come molti affezionati lettori di mentelocale.it sapranno, ho un debole per i prodotti svedesi. Aggiungiamoci che il mio look tipico è jeans, felpa e maglietta e che essendo genovese non amo dissanguarmi per i vestiti.
Shakeriamo un po' e viene fuori un perfetto cliente potenziale di H&M - che ho in effetti conosciuto qualche anno fa in Francia (là si chiama "asch-e-èm") e che saccheggio con puntualità e tenacia ad ogni mia sortita transalpina.
Potete quindi facilmente immaginare la mia gioia giovedì 10 marzo, giorno dell'anelato sbarco di a Genova: doppia apertura, un negozio al posto dell'ex mega-store Benetton di via XX Settembre e un altro nell'ex-Sisley di via 12 Ottobre. Con la nostra città il colosso svedese (l'acronimo sta per Hennes & Mauritz) inaugura il quarto punto vendita italiano, probabilmente il più grosso del mondo (due chilometri quadrati, fate voi).
Sull'invito - privilegi della stampa - campeggiava un invitante "20% di sconto". Delirio. Le colleghe della redaçao sono semplicemente impazzite, mentre noi maschietti fingendo indifferenza ci siamo giocati l'accredito con una combattutissima gara a birra e salsiccia. Dalla corrida femminile è uscita vincente Laura Calevo, il terrore delle carte di credito, che si racconta abbia rinunciato a presenziare alla laurea del fratello pur di essere presente all'appuntamento.
Superati i ferocissimi bodyguard abbiamo accalappiato il Country Manager H&M italiano, per sommergerlo di domande. E così abbiamo scoperto:
1) che in pratica non esistono collezioni. Cioè, ci sono ovviamente le quattro grosse produzioni stagionali, ma praticamente non passa giorno senza che venga disegnato un nuovo capo.
2) che le collezioni sono uguali in tutto il mondo ma ogni negozio sceglie cosa esporre: alla fine viene quindi fuori una linea glocal.
3) che il punto vendita di via 12 Ottobre si chiama Red & Blue. E in questo modo si sono già giocati la clientela sampdoriana.
Il negozio all'interno non è cambiato un granché, da quel che ricordo (dentro Benetton ci sarò entrato sì e no due volte). Comunicare con Laura Calevo è praticamente impossibile, lo sguardo vaga nel vuoto fissandosi su borsette, occhiali, twin set. Dopo averle fatto un (inascoltato) pippotto sulla deontologia professionale, la trascino al piano inferiore per cominciare il giro. Soprattutto perché in basso ho già visto che c'è la collezione uomo.
Rispetto a tutti gli altri H&M-uomo che ho visitato, questo punta molto sul classico: completi gessati a go-go, camicie, golf (ma dov'è il collo a "v"?). Noto con piacere che non ha attecchito l'orrida moda nordeuropea "giacca nera + camicia vivace", mentre a 24,90 Eu adocchio una camicia a righe arancioni guadagnandomi uno sguardo di compassione da parte di Laura. Dietro uno scaffale trovo il tesoro: il campionario di t-shirt a 4,90 Eu l'una, d'ora in avanti non sarà più necessario fare la spesa all'estero.
Scendendo ancora arriva il settore donna, a dir la verità un po' dispersivo. Non per Laura, evidentemente, che si è gettata sugli abiti da sera e sta già mescolando tutti i top. La lascio a litigare con le commesse e getto un occhio al reparto bimbi, che promette di essere la punta di diamante del negozio genovese: 6 euro un completo, 10 per un delizioso piumino smanicato. Saranno anche global, ma conosco più di una giovane coppia che tirerà un bel sospiro di sollievo.
Non trovo tutta la parte "trendy", quella con i jeans slavati e le felpe seventies, attillate: tutte cosine che mi piacerebbe mettere ma che non riesco mai a mettere d'accordo con una buzza ormai fuori controllo. Scopro che è nell'altro negozio, interamente dedicato alla linea giovane, mannaggia. Resta invece il bar al piano di sopra, come già nell'ex-Benetton.
Nelle foto: sopra una veduta dell'ingresso; sotto, Laura tenta di convincermi che il fucsia le sta bene