Attraversare Genova con l'arte contemporanea. Ecco lo stimolo che ha spinto
Sandra Solimano a riunire a
Villa Croce una serie di opere che ripercorrano idealmente la Genova degli anni '60 e '70, ricreandone l'atmosfera.
Dal
10 novembre al
27 febbraio saranno in mostra 200 opere tra pittura, musica, grafica aziendale e di comunicazione, fotografia, architettura e urbanistica. Sono stati selezionati artisti genovesi, italiani e stranieri che hanno avuto un qualche rapporto con la città e che hanno prodotto interessanti risultati anche grazie ad una forte interazione reciproca.
Negli
anni 60 Calder, Pomodoro, Consagra, Carmi e David Smith hanno combinato la scultura contemporanea con materiali dell'industria metalmeccanica, trasformando gli spazi dell'Italsider in un atelier di scultura. Nello stesso periodo Genova era punto di riferimento del movimento di scrittura visuale, in collegamento con altri poli di ricerca come Firenze, Napoli e Bologna. In questo contesto nasce anche l'Arte Povera di
Celant.
Negli
anni 70 fiorisce l'attività di molte gallerie d'arte che portano Genova ad aprirsi a livello internazionale grazie ad artisti del calibro di Allan Kaprow, Laurie Anderson, Beuys, Rebecca Horn, Becher, Sol Lewitt, Fasce, Mesciulam, solo per citarne alcuni.
«Questa mostra è una sfida a tutti quelli che non credono nel futuro dell'arte contemporanea a Genova. La città ha un grande passato artistico che abbiamo voluto mettere in luce facendo il punto su 20 anni di storia della cultura genovese: la logica è stata di incrociare la storia della città e dei suoi artisti con le esperienze artistiche internazionali», ha sottolineato la curatrice Sandra Solimano.
Lo zoccolo duro della mostra è costituito da opere provenienti da collezioni private, prova in più della vocazione internazionalistica della città.
"Attraversare Genova" offre anche una selezione di programmi televisivi prodotti dalla sede regionale ligure della Rai negli anni '70: «In quegli anni la televisione regionale ha prodotto moltissimi programmi che raccontavano il territorio nelle sue diverse realtà culturali e sociali, un vero e proprio ritratto di un'epoca. Purtroppo non sono molto conosciuti perché il segnale televisivo locale non arrivava in tutte le case. Per anni, questi video, i cui ideatori e protagonisti sono poi diventati personaggi famosi a livello nazionale, sono rimasti in un cassetto: io li ho ritirati fuori e ritengo di avervi fatto un grosso favore», dice
Arnaldo Bagnasco.
L'ultima "creatura" del 2004, per quanto riguarda Villa Croce, ha visto la luce. Quando chiuderà, a febbraio, inizieranno i lavori di manutenzione del museo che comunque resterà aperto.
«Tra il febbraio e il novembre 2005 ci saranno una serie di piccole mostre sperimentali intitolate
Lavori in corso per tenere viva l'attenzione sul museo che non sarà completamente fruibile. La prossima grande mostra è prevista per l'autunno 2005: sarà curata da Arturo Schwarz in collaborazione col museo di Tel Aviv e Gerusalemme», conclude l'assessore
Luca Borzani.