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Cultura
Medesign
 
La capitale del design no-global
 
Apre "MeDesign", cento oggetti dal Mediterraneo. Dalla Vespa al couscous, con 25 minimostre in città. Al Palazzo della Borsa fino al 12/12
 
   

     
03 novembre 2004
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di
Giulio
Nepi
   
Segnatevelo: 6 novembre-12 dicembre, poco più di un mese per non perdersi la mostra MeDesign_forme del Mediterraneo alla Sala della Borsa. Cento oggetti che ci fanno saltellare da una sponda all'altra del Mediterranneo, alla ricerca di un'identità comune attraverso il design.

Carlo Vannicola, uno dei coordinatori, la mette giù più chiara: «con questa mostra cerchiamo di scoprire se vi siano suddivisioni all'interno dello stile global del design di oggi, e forse abbiamo trovato una cultura sovrannazionale mediterranea che riesce a porsi in contrasto con quella universale».
Insomma, esiste una via mediterranea al design. «E non solo: abbiamo chiesto ai progettisti italiani se si sentissero mediterranei o italiani, e una buona metà ha risposto "mediterranei", compreso Sottsass».
Ok. Resta però da chiarire cosa vuol dire "design mediterraneo"...
«Ci sono aspetti fondamentali comuni», risponde Vannicola, «come il vivere all'aperto o la cultura alimentare». Pensiamo alla Vespa, immaginabile solo con un clima "mediterraneo". Oppure agli oggetti legati all'olio e al caffè. Ma anche al Gratì dell'Ariete, idea esclusivamente italiana perché solo da noi c'è la tradizione di grattugiare il formaggio direttamente sul piatto. «C'è anche la couscoussiera disegnata dall'algerino Abdi Abdelkader per Alessi o le tradizionali Espadrillas spagnole a cui Pepa Pedrol ha aggiunto la punta arricciata araba».
Vannicola ci tiene a sottolineare il valore di ricerca dell'esposizione genovese: «siamo partiti da un interrogativo: esiste un design mediterraneo?». La risposta è tutta da scrivere, nel vero senso della parola: a gennaio verrà pubblicato un "post-catalogo", per tirare le somme dell'esperienza a digestione completata.

Gli oggetti in mostra provengono da una decina di paesi e sono divisi in sette sezioni tematiche. L'allestimento è stato firmato dallo studio Sottsass, che ha "cancellato" con l'illuminotecnica lo spazio della vecchia Sala per portare in primo piano gli oggetti. Proprio allo spazio che non si vedrà è invece ispirata la musica composta da Echo Art, piccolo equivoco che però non toglie merito alla felice idea di dare anche ad una mostra la sua "colonna sonora".

Ma tutta questa nuova attenzione verso il design da dove viene? Perché Genova e non Milano, la capitale del Made in Italy? Verrebbe da chiedersi: non è la solita cattedrale nel deserto?
Non lo è. L'idea di design si è infatti allargata rispetto agli anni di Castiglioni e Vico Magistretti. Oggi si considera design tutto ciò che passa attraverso una fase di "progetto", e si guarda con attenzione al cosiddetto "design diffuso", quello che spesso non ha firme. A Genova, ad esempio, si produce design quando si fanno navi, aerei, turbine.
E poi oggi il corso di disegno industriale della Facoltà di Architettura, attivo ormai da otto anni, segna sempre il tutto esaurito, mentre è in piena progettazione il Magazzino del Design alla Darsena. Ma c'è di più. «La Regione dovrebbe confermarci a giorni la trasformazione di MeDesign in un appuntamento biennale», annuncia la preside di Architettura, Maria Benedetta Spadolini, «in questo modo Genova si trasformerà definitivamente nella capitale del design mediterraneo».
A dimostrazione della vitalità dell'argomento, considerate che gli sponsor della mostra sono tutti "foresti": un calcio nel sedere a certo provincialismo culturale ed un felice indizio di come le aziende di mezza Italia guardino impazienti ai giovani diplomati genovesi.

Finito? No. Celant ha fatto proseliti: anche MeDesign si spargerà per la città con 25 , occasioni di incontro fra design, arte, teatro e cibo, nella cornice del centro storico (ma c'è anche l'Ikea!). Come le mostr(in)e di Le Corbusier da Molinari, Philippe Starck da Perigeo, Toyo Ito da Schenone, Patricia Urquiola da Elce e Gaetano Pesce da Dada.


Nelle foto: in alto il logo della mostra; in basso le Espadrillas di Pepa Pedrol - Escola Elisava di Barcellona
 
 
 
 
 
MeDesign. Forme del Mediterraneo
Palazzo della Borsa, via XX Settembre
http://www.gud.unige.i...
Orari d'apertura: 6 novembre - 12 dicembre. Orario continuato 10.00-19.00, chiuso il lunedì; Note: Ingresso 6 Eu, ridotto 4 Eu, catalogo Alinea Edizioni

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