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Possano i miei vizi sparire prima di me.
Eleonora mi sta perseguitando da alcuni giorni cercando di convicermi che devo assolutamente vedere G.
Ho capito che il fanciullo ha colpito la fanciulla.
Mi sta tessendo lodi e raccontando aneddoti sulla
fantastichissima serata che ha passato alla festa la sera della mia fuga.
Già l'aggettivo
fantastichissima mi fa venire l'orticaria gigante, il solo pensiero mi fa grattare come un gibbone.
E poi io non sono scappata, ho fatto una elegante ritirata.
Napoleone non ha mica detto ai suoi soldati in Russia: «Scappate», avrà ordinato la ritirata.
A pensarci bene la mia ritirata è stata rovinosa, quasi, quanto il ritiro francese dalle fredde terre del Don.
Scendendo dal taxi ho rotto le calze, poi sono riuscita ad incastrare il mio maledettissimo tacco sinistro in una grata sotto casa e, naturalmente, l'apogeo è stato raggiunto dalla caduta delle chiavi di casa nella grata di cui sopra.
Così ho dovuto recuperare le chiavi a casa di mia madre, che naturalmente ha cercato di farmi un sesto grado sul fatto che fossi così agitata.
No comment.
Il giorno dopo, ho recuperato il mazzo grazie all'intervento del custode, ma ho dovuto buttare via il portachiavi di pelle (di non so quale preziosissimo animale utilizzato da Chanel) perché nella notte è piovuto e si trasformato in ammasso informe.
Chissà se Napoleone avrà mai avuto questi problemi?
Resta il fatto che Eleonora sta insistendo così tanto, che finirò per cedere, visto che comunque questa cosa la devo assolutamente affrontare. Capisco gli alcolisti quando cercano di resistere alla tentazione, ma dopotutto il pensiero: «Tanto è l'ultima volta», è consolatorio.
Dopotutto, un vizio, in quanto tale, può essere piacevole.
Non credete?
Rosa Bocciolo