mentelocale Ultimo aggiornamento Giovedě 24 maggio - 08.44
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Archivio
Gillo Dorfles, Achille Bonito Oliva, Paolo Minetti
 

Se non č arte, che gusto c'č?

 
Terzo incontro di Fuori Quadro. Bonito Oliva se la prende con Celant, Dorfles col mercato USA. I Missoni: "no alle mamme-Veline"
 
   

     
19 ottobre 2004
Stampa Invia amico
 
di
Giulio
Nepi
   
Secondo giorno per Fuori quadro. E un grande vecchio da festeggiare: Gillo Dorfles, classe 1910, qualche difficoltà di dizione ma un cervello affilato che vorrei avercelo io. Il tema ruota infatti intorno alle Metamorfosi del gusto, un capitolo che proprio Dorfles ha aperto, con un libro che dopo 40 anni fa ancora scuola.

«In ogni ristampa de Le oscillazioni del gusto ho dovuto cambiare qualcosa», ricorda lui. «È una necessità antropologica che il gusto cambi. Una volta restava costante anche per un secolo, adesso le diverse tendenze artistiche si alternano ogni 10/15 anni. Oggi nessuno sa cosa farsene delle bottigliette di Morandi».

Accanto a lui ci sono un critico d'arte tagliente come Achille Bonito Oliva, Rosita e Ottavio Missoni - candidi e semplici come se non fossero un mito, sia come stilisti che come coniugi - e Sergio Bracco, docente di Disegno Industriale a La Sapienza. Coordina Paolo Minetti.

Dopo l'analisi di Gillo, quali migliori testimoni del buon gusto dei Missoni? Ecco Ottavio: «il cattivo gusto è importante per capire qual è il buon gusto. Oltretutto a volte la moda usa il cattivo gusto perché è un modo per apparire». Ma dove nasce il cattivo gusto? «Dalla mancanza di equilibrio fra una persona e il suo abbigliamento», risponde Missoni, «come quando le mamme si vestono da Veline per entrare in competizione con le loro figlie. E poi amo ripetere che "per vestire con cattivo gusto non è necessario seguire la moda però aiuta"».
Rosita Missoni puntualizza i concetti del marito: «il gusto è estremamente individuale. Certo, la moda tende a codificarlo perché ha esigenze commerciali». Cos'è l'eleganza? «Una sensazione di armonia. Sono pochissime le persone eleganti, e spesso non sono neanche "alla moda"».

E il gusto nell'arte? La domanda viene girata ad Achille Bonito Oliva. «Negli ultimi decenni nell'arte è entrato "il gusto", per via del connubio fra arte e moda. Ma l'arte non dovrebbe considerare il gusto, anzi, dovrebbe portare squilibrio: la storia dell'arte è stata fatta a suon di schiaffi al gusto del pubblico. L'arte mette a nudo, mentre la moda veste. Infatti la biennale di Firenze del '97, "Arte e Moda" è stata un infortunio». Chissà se al curatore - Germano Celant - sono fischiate le orecchie...
Bonito Oliva continua la sua analisi, con verve tutta napoletana e poco tatto per i vicini Missoni («lo stilista non è un artista ma un artiere»), lanciandosi in una frase che provoca il gelo il sala: «Bin Laden ci ha dimostrato che anche il gusto del terrorismo è stato educato dall'arte». Dopo una pausa teatrale calcolata al millisecondo ha spiegato il concetto: «Nell'attentato alle Twin Towers aveva calcolato il tempo fra i due impatti: dieci minuti, il tempo per far arrivare la CNN e schiantare il secondo aereo in diretta mondiale. Una perfomance nichilista vista da quattro miliardi di persone, che ha mostrato quanto il terrorismo abbia compreso che sono i media a fare immagine, in una sorta di estetizzazione dell'atto».

Sergio Bracco si definisce un voyeur del design e un curioso di professione. E annuncia che qualcosa sta cambiando nel mondo del disegno industriale: si gioca ormai scopertamente sulla confusione fra forma e uso. «Una tendenza che ci complica la vita, visto che una persona in media viene in contatto con 20mila prodotti e dovrebbe essere in grado di saperli usare tutti. Invece la forma aiuta sempre meno la funzione». E gli slide che scorrono a fianco illustrano cappelli-vaso, letti-tavolino, armadi-tappeto, in un crescendo che non risparmia nemmeno il gastrodesign con forchette-biscotto. «"Ceci ce n'est pas une pipe", la famosa frase di Magritte», conclude Bracco, «dovrebbe essere modificata con l'aggiunta di un avverbio, "questa non è soltanto una pipa"».

Uno spunto di Minetti («sarebbe opportuno usare il termine "creatività", più interessante di "arte"») colpisce nel segno e provoca diversi commenti. Bonito Oliva osserva come in effetti ci sia una spinta piccolo-borghese a definire tutto quanto "arte", Dorfles sottolinea come ormai ci sia senza dubbio una «"non-arte", che però viene chiamata "arte"». Colpa anche di certi critici, secondo Bonito Oliva.
Ma allora qual è l'arte? Per Dorfles è il mercato a decidere: «un tempo erano i grandi personaggi a valutare cosa fosse arte. Oggi l'opera sottostà non tanto alla critica quanto al mercato. E comanda quello statunitense: chi non è nel business americano non vale. Ad esempio un grande come Capogrossi costa appena 25mila euro mentre Rothko 1 milione... se fosse italiano varrebbe sì e no 2000 euro».
Gli fa eco Bonito Oliva: «comandano ormai "le sette sorelle", i principali musei del mondo come il Moma, la Tate o il Beaubourg. E impongono una globalizzazione del gusto».


Nella foto in alto: Dorfles, Bonito Oliva e Minetti. In basso Bracco, Ottavio e Rosita Missoni
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
Sergio Bracco, Ottavio e Rosita Missoni
 
   
 




 

Oggi in home page
  883, vent'anni dopo di nuovo insieme?  
  Di Caprio dannato nel 'Grande Gatsby'  
  «Everybody dies», pure il Dr House  
  La montagna nuda di Simone Moro  
  A Cannes è l'ora di Bertolucci  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Pino Daniele  
Pino Daniele
Genova, Teatro Carlo Felice
lunedě 28 maggio 2012
28,50 €
 
mentelocale
 
Cavalleria Rusticana/Che fine ha fatto la piccola Irene
Genova, Teatro Carlo Felice
18 mag. - 31 mag.
da 0,42€
mentelocale
mentelocale
L'Adalgisa
Milano, Teatro Out Off
10 mag. - 03 giu.
da 19,50€
mentelocale
mentelocale
Assaggi di stagione
Roma, Teatro de' Servi
06 giu. - 07 giu.
da 5,00€
mentelocale
mentelocale
Generali a merenda
Genova, Sala Govi
26 mag. - 10 giu.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License