Autore
Elio Andriuoli è nato il 13 febbraio 1932 a Genova, città dove ha lungamente esercitato la sua attività di docente e dove tuttora vive. Condirige
Contrappunto e collabora a numerose riviste, tra le quali
Resine,
Issimo,
Il Cristallo,
Liguria,
Arte Stampa,
Vernice,
L'Agave. Presiede il
Premio di poesia e narrativa
Il Golfo di La Spezia.
Ha pubblicato
Le seguenti raccolte di versi:
Il tuo volto si perde (Rebellato,
Padova, 1961);
La tromba d'oro (Ivi, 1971);
La spirale dei giorni (Il Gerione,
Abano Terme, 1973);
Quartine (Ivi, 1975);
Fughe nel tempo (Edinord, Bolzano,
1976);
Maree (Edizioni di Resine, Savona, 1990);
La traccia nel labirinto (Ivi, 1991);
Epifanie (Genesi Editrice, Torino, 1996). Ha pubblicato, inoltre,
due libri di saggistica:
Venticinque poeti - Ricerche sulla poesia del Novecento
in Liguria (Sabatelli, Genova, 1987) e
Dieci drammaturghi e quattro poeti-drammaturghi. Ricerche sul teatro del Novecento in Liguria (Editrice Liguria, Savona,
1995).
In collaborazione con Silvano Demarchi ha pubblicato un'antologia
poetica dal titolo
Gruppo Golfo '89 - Per una poesia come ispirazione (Forum/Quinta
generazione, Forlì, 1990). Nel 1993, nel volume Storia della letteratura
italiana, AA.VV., pubblicato da Miano, Milano, è stato inserito il suo saggio
La poesia del secondo Novecento in Liguria. Nel 1994 è apparso, presso Genesi
Editrice, Torino, il libro dal titolo
Elio Andriuoli, Silvano Demarchi,
Guido Zavanone - Tre poeti tradotti in tedesco da Joseph Maurer. Un'antologia delle sue poesie intitolata
Itinerari è stata pubblicata nel 1996, a cura
di Bruno Rombi, dall'editrice Europa di Craiova, con la versione romena
a fronte di Stefan Damian, docente di quella Università. Ha avuto numerosi
Premi letterari a carattere nazionale.
Nel 1998 ha curato, unitamente a
Sandro Gros-Pietro, per l'Editrice Genesi di Torino, un'antologia per proposte
e per testimonianze della poesia contemporanea dal titolo
L'erbosa riva.
Giorgio Caproni ha scritto di lui: "Elio Andriuoli ha il dono, rarissimo,
della cristallinità delle immagini e delle sensazioni, sempre suscitatrici
di idee, e di quella profonda semplicità, oggi quasi del tutto scomparsa
dal panorama della nostra poesia". In più riprese, si è occupato a fondo
della poesia di Elio Andriuoli anche Giorgio Bárberi Squarotti, che fra
l'altro ha scritto: "C'è, come motivo di fondo della poesia di Andriuoli,
una fondamentale gioia dell'essere, che è momento ed aspetto abbastanza
raro e insolito all'interno della lirica di ogni tempo, e di quella novecentesca
in particolare.
C'è, insomma, un'accettazione piena e cordiale della bellezza
della vita (e del mondo), come ragione fondamentale del discorso poetico".
La poesia
Questa casa
Questa casa che s'apre alla carezza
dei soli estivi e s'offre alle bufere
dei lunghi inverni è quella in cui passiamo
gli anni tardi. Il verde la circonda
col suo tenero abbraccio; ed è frescura
che ci rallieta. Non è lungi il mare.
In essa è dolce intendere il richiamo
di uccelli migratori ed ascoltare
la parola del tempo che ci sfiora.
È questo il nostro regno, la dimora
che lungamente avevamo cercata
per trovare la pace e cancellare
ogni affanno e l'amaro della pena
che la messe dei giorni ci ha recata.
Qui si riposa l'anima e si schiara
innanzi di por fine alla partita
con le stagioni in un lampo volate.
Così del breve sogno della vita
cogliamo i frutti estremi e i miti albori
e un vago incanto di felicità
nell'ora che su noi lieve si fa.
Il commento di Ivano Malcotti
La casa dove vivere l'eternità, il momento irripetibile e sublime. Quanta dolcezza, l'infinito estatico dei versi immortali di Elio Andriuoli.
...dice l'autore«Ritengo che per il poeta ogni nuova poesia costituisca un'esperienza unica
ed irripetibile. D'altra parte la poesia nasce da un'emozione che cerca e trova naturalmente, quando la poesia è veramente tale, la sua necessaria forma espressiva. È evidente perciò che, nel momento in cui crea, il poeta scrive come se quella fosse la sua prima ed unica poesia, così come il mondo rinasce in ogni nuovo essere che vede la luce unico e irripetibile. Ed è questo il motivo segreto che spinge il poeta a cercare sempre nuove esperienze e nuove forme. Diversamente, scritta la prima poesia, non ci sarebbe più
lo stimolo a crearne altre. Invece l'ansia di esprimersi è sempre risorgente».
Ivano Malcotti