Inizia la programmazione dell'autunno caldo al Laboratorio Buridda. E la stagione non poteva che iniziare con una serata "anomala" sugli anni '70. Non una lezione, nè un seminario impolverato, piuttosto un ragionamento aperto su comunicazione e linguaggio, conflitto e movimenti visti attraverso la più famosa delle radio libere: Radio Alice, anno 1977, Bologna.
Martedì 28 settembre, dalle 21, al Laboratorio Sociale Occupato Buridda, Guido Chiesa e il collettivo Wu Ming presentano il film , che ha vinto il Premio Mastroianni al Festival di Venezia.
Il ragionamento prenderà le mosse da un film che tra pochi giorni uscirà nelle sale di tutta Italia, ma che già da alcuni mesi fa parlare di sé nelle riviste specializzate, sui quotidiani, nelle mailing-list di movimento.
Un film che, secondo gli stessi autori, non è in senso stretto "un film sul settantasette", ma su qualcosa che va oltre le immagini note di quella stagione: Bologna, Radio Alice, la polizia, gli scontri. «Le storie sono asce di guerra da disseppellire», parola dei Wu Ming, che con il regista Guido Chiesa hanno scritto la sceneggiatura.
Il settantasette come racconto, Radio Alice come scusa per poter raccontare quegli anni, le relazioni umane, le nuove forme di comunicazione, ciò che si agitava in superficie e ciò che scavava nel sottosuolo, come i due ragazzi protagonisti del film, che provando ad aprirsi un varco sotterraneo verso il cavò di una banca, per caso si sintonizzano sull'emittente del movimento, Radio Alice, entrando in contatto con un altro universo.
Durante la serata verrà proiettato il documentario, sempre diretto da Guido Chiesa, Alice è in Paradiso, realizzato nel 2002 per la Fandango, con materiali inediti e di repertorio sulla vita di Radio Alice calata negli avvenimenti del marzo 1977 a Bologna.