Ieri - domenica 12 settembre - si è concluso il secondo torneo di tennis Genoa Open Challenger Fondazione Carige. A vincere è stato il costaricano Juan Antonio Marin in finale sull'argentino Massa, ma paradossalmente il ha avuto il suo picco di audience dopo un match del primo turno.
Era mercoledì 8, sul campo c'erano Federico Luzzi, già davisman italiano, e , austriaco molto cool ma anche molto sgarbato. La partita è durata più di tre ore ma non è finita, perché Luzzi a un certo punto si è reso conto che non avrebbe vinto sul campo, ma fuori. Tutti credevano di aver assistito a un match lungo e nervoso e stavano tornando a casa, ma nel giardino dell'IP Club a Valletta Cambiaso i due facevano a botte. O meglio, mentre Koellerer stava telefonando alla fidanzata, ridendosela grassamente per l'accaduto, Luzzi gli arrivava di fronte e chissà, forse per gelosia, più probabilmente per l'esasperazione delle ultime tre ore, gli sferra due o tre pugni.
Facciamo un passo indietro. Chi ha assistito alla partita dice che l'austriaco ha fatto qualsiasi cosa, tipo esultare in modo esasperato a in faccia all'avversario (e vabbè... succede anche nelle migliori famiglie), tipo suonare la racchetta a mò di chitarra, tipo urlare, insultare tutti in una lingua incomprensibile. Luzzi a un certo punto ha ceduto, ma quando è uscito dal campo e quello lì continuava, ha deciso che non finiva lì. Ora, le botte non risolvono le questioni, ma la maleducazione nemmeno. E, dite la verità, non lo avreste voluto fare anche voi in quella situazione?
Comunque, il torneo è continuato. Si attende il responso per Luzzi, che si beccherà una bella punizione. Ma c'è stata una sollevazione anche nei confronti di Koellerer, di cui quasi tutti (tranne la fidanzata) chiedono la testa. Il suo compagno di doppio è corso via dicendo che andava a comprare le sigarette, e non è più tornato. Koellerer è stato battuto in semifinale da Juan Antonio Marin, che poi si sarebbe aggiudicato il torneo. In finale si è ritrovato contro Massa, un argentino che non era partito proprio favorito. Passato in semi il francese Mutis, testa di serie numero due del tabellone, Edgardo si ritrovava in campo nella partita delle partite, la finale, ma perdeva 7/5 6/4. Considerata la pioggia di bandierine italiane alla partenza, l'arrivo del solo Francesco Aldi (testa di serie numero quattro) in semi può sembrare un magro bottino. E lo è. Una nuova generazione di tennisti nostrani è in allevamento. Speriamo che crescano forti, sani, e in fretta.