mentelocale Ultimo aggiornamento Giovedì 24 maggio - 08.44
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Archivio

Un caffé al Porto con Philippe Daverio

 
Il conduttore di Passepartout ha dedicato a Genova una delle ultime puntate. Lo abbiamo sentito per capire cosa pensa della nostra città
 
   

     
21 luglio 2004
Stampa Invia amico
 
di
Daniele
Miggino
   
Philippe Daverio
Qualche tempo fa, in una delle domeniche che mi vedono seduto tra spaghetti e tv per gustare l'ultima puntata di Passepartout (l'unica trasmissione culturale che valga la pena di vedere, Rai Tre ore 13.20), ho visto Genova. Era il 2 maggio e Philippe Daverio - il conduttore - visitava tra le mostre del 2004, il Museo del Mare, gironzolava per la città col suo solito papillon e l'inconfondibile accento.
L'ho guardato come se non fossi mai stato a Genova, e devo dire che alla fine l'avrei voluta visitare...
Deciso a scoprire se si trattasse di finzione televisiva o verità, ho chiamato lo stimato Philippe.

Che impressione le ha fatto la città? «So di dare una brutta notizia a voi genovesi, tutti figli di Mazzini, depressi cronici e con un'irrefrenabile inclinazione al mugugno, ma Genova mi ha fatto veramente un'ottima impressione. Soprattutto per un motivo: sta finalmente affrontando la scommessa della nostra penisola, si proietta nel futuro utilizzando i materiali del passato. Per anni è rimasta qualcosa di indefinibile. Oggi torna ad avere un ruolo preciso». E il 2004? Cosa pensa del programma? «Alcune cose sono veramente pregevoli, Rubens in testa». Sia Rubens, che la nuova mostra sulla Collezione Durazzo a Palazzo Reale, ma anche il Museo del Mare con una sala dedicata ad Andrea Doria, guardano all'arte e a al passato attraverso la lente delle grandi famiglie nobili.

Cosa pensa di questa impostazione? «Sono vincenti le società in cui la classe al potere è capace di assorbire e lanciare messaggi culturali. D'altra parte, oggi siamo governati da una borghesia senza arte. L'esempio della Genova seicentesca dovrebbe quindi essere compreso e seguito. Si potrebbe fare un parallelo con l'Olanda dell'epoca - paese simbolo del connubio tra potere e cultura - anche se lassù c'era un oligarchia borghese e non un'aristocrazia. Siccome la storia e i suoi dati sono utili soprattutto se si può trarre qualche insegnamento per il futuro, io penso che quello lanciato dalle mostre citate sia un bell'esempio, che l'Italia dovrebbe seguire anche oggi».

Sul sito della sua trasmissione si legge che Genova potrebbe ricordare una Manhattan del Meditterano. In che senso? «È già un'altra Manhattan, basta pensare alla stazione Marittima, all'Hotel Miramare che sta alla sue spalle, alla stazione Principe. C'è un'atmosfera e una vita decisamente simile. Genova ha una vocazione bizzarra. Per ovvie ragioni geologiche, non ha hinterland. La vostra gente non ha mai potuto capire quanto sia più comodo abitare leggermente fuori porta, come invece è successo a Venezia. Per questo è rimasta intimamente marinara. C'è solo una grande questione che non riesco a sciogliere, la sopraelevata. Togliendola si riacquisterebbe senza dubbio un legame tra ripa maris e porto. Ma quando mi sono ritrovato seduto ad un baretto carino, vicino all'acqua, con la gente che passeggiava, i bambini che si divertivano sotto la sopraelevata, con la città antica sullo sfondo, ho pensato che non era poi così male. Molto postmoderno. Forse io opterei per una riqualificazione tecnica della struttura, non per un abbattimento».

Facciamo qualche passo più in là dal baretto dove era seduto e arriviamo al Museo del Mare. Il 31 luglio finalmente apre i battenti. Che cosa l'ha colpita e cosa le ha lasciato? «Mi ha colpito l'antico edificio (il Galata N.d.R) e il suo futuro impiego. Se tutto va come deve andare avrà un grande successo. Così a Genova non si verrà solo per l'Acquario (il che è molto limitante). Dentro ci sono delle vere chicche. La galea è favolosa. Certo, dovrebbe dare uno sguardo completo sull'universo del mare, rappresentare la vita del porto, anche l'imbarco dei galeotti. Proprio sul tema dei galeotti ci sono due quadri splendidi di Magnasco a Bordeaux. Sarebbe bello chiederli in prestito per un paio d'anni».

Si dibatte molto sulla possibilità (e sull'opportunità) che Genova diventi città d'arte, e su cosa debba puntare nel dopo 2004. Lei come la vede? «Intanto bisogna chiarire un equivoco. Io sto facendo una personale battaglia perché le città d'arte non proliferino. Inorridisco al pensiero che i nostri nipoti facciano tutti i guardiani di qualche museo. Il nostro paese ha le qualità per offrire condizioni di vita insostituibili. Bisogna formare la nostra superiorità sul recupero del passato, sulla qualità della vita».

Praticamente, cosa vuol dire a Genova? «Che potrà ospitare centri direzionali di grandi aziende mondiali, centri di ricerca, convegni, aree di alta dirigenza. Non si può accontentarsi di rimanere gestori di un patrimonio, anche se di enorme valore». Insomma, una specie di grande "stanza dei bottoni" dove si vive bene? «Esatto».

Nella foto: Philippe Daverio
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




 

Oggi in home page
  883, vent'anni dopo di nuovo insieme?  
  Di Caprio dannato nel 'Grande Gatsby'  
  «Everybody dies», pure il Dr House  
  La montagna nuda di Simone Moro  
  A Cannes è l'ora di Bertolucci  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Pino Daniele  
Pino Daniele
Genova, Teatro Carlo Felice
lunedì 28 maggio 2012
28,50 €
 
mentelocale
 
Cavalleria Rusticana/Che fine ha fatto la piccola Irene
Genova, Teatro Carlo Felice
18 mag. - 31 mag.
da 0,42€
mentelocale
mentelocale
L'Adalgisa
Milano, Teatro Out Off
10 mag. - 03 giu.
da 19,50€
mentelocale
mentelocale
Assaggi di stagione
Roma, Teatro de' Servi
06 giu. - 07 giu.
da 5,00€
mentelocale
mentelocale
Generali a merenda
Genova, Sala Govi
26 mag. - 10 giu.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License